Friday, November 6, 2009

La corsa al posto


Oggi, la T2 del Prat era un deserto. I negozi sono quasi tutti con le seracinesche abbassate. Mi dicono che, da quando funziona la T1, è sempre così. Che bello se lo rimanesse!
La pratica di Easy Jet di non assegnare i posti nell'aereo ha riportato in vita una disciplina popolare, ormai quasi dimenticata o comunque poco consueta oggigiorno: la corsa al posto. Regina delle tecniche di sopravvivenza dei viaggiatori che avevano vent'anni quarant'anni fa, era un cocktail equilibrato di strategia e di forma fisica. Quando le piste degli areoporti erano accessibili ai passeggeri -soprattutto nei voli che adesso si nascondono dietro l'elegante etichetta di low-cost e che allora si chiamavano charters- da quando si apriva la porta di accesso alla pista, quei 10, 20 o 50 metri che separavano la porta dalla scaletta d'accesso all'aereo erano testimoni di corse selvagge, in cui non c'erano regole definite, se non quelle dettate dal rispetto degli avversari. Quasi tutto valeva in quei gomito a gomito, e ciascuno seguiva la strategia che considerava vincente. Molti di noi, dopo un'apparentemente distratta valutazione dei concorrenti, decidevano chi poteva essere un cavallo vincente per accollarsi a lui (a volte era una lei), sperando che gli facesse la tirata fino all'ultimo metro per poi superarlo con un balzo finale. A volte, anche rassegnandosi ad essere un buon secondo o un piazzato, al vedersi incapaci -a meno di un colpo di fortuna che lo facesse inciampare nell'ultimo metro- di superare quel vichingo alto uno e novanta che vedevamo come chiaro vincitore della "corsa al posto". Erano corse senza regole, ma nel fondo oneste, che è il fattore differenziale delle corse odierne che ripropone Easy Jet. Quando l'accesso all'aereo si fa da un finger, le regole cambiano. Lo spazio ristretto impedisce la "corsa a ventaglio" (tipica allora di chi aveva più fiducia delle proprie gambe che dei gomiti) e la semi-penombra del finger purtroppo permette colpi sleali, che non sarebbero mai stati ammessi in una corsa dell'epoca d'oro. Adesso, è quasi più importante la strategia previa (l'allineazione davanti al banco della porta di uscita) che la corsa stessa. Se si vuole arrivare al momento della corsa in forma e riposati, bisogna evitare le lunghe soste in piedi, mezz'ora prima dell'uscita. Ma bisogna sedersi nelle poltrone più prossimi alla coda, per poter precedere con un balzo felino il tipico viaggiatore con trolley mostruoso (ma come l'ha passata liscia nel check-in?), che è molto difficile sorpassare nel tunnel del finger, soprattutto se, da corridore esperto, trascina il trolley al suo lato, per ostacolare possibili sorpassi. I giapponesi (gambe corte e generalmente buona educazione) non sono avversari temibili, quasi sempre li si può superare, anche se sono vari posti davanti. Le famigliole felici, con bambini, carretti, carrozzine e borse piene di pannolini e pannoloni, ahimè, sono una circostanza a cui bisogna rassegnarsi: passano per primi davanti a tutti, per norme interne delle compagnie aeree. Forse è politicamente corretto, ma nelle corse di quarant'anni fa, non c'erano previlegi nè categorie. Donne, bambini, vecchi, storpi e giovani rampanti volavano all'unisono selvaggiamente verso la meta. I bambini, certo, erano una zavorra e per questo gli sguardi di simpatia e falsa solidarietà degli altri concorrenti, che guardavano con compassione quei genitori condannati fin dall'inizio a un'ignobile arrivo chiaramente perdente.

Saturday, October 10, 2009

Vocación tardía

La noticia de los periódicos: "El cabo del Ejército de Tierra, Cristo Ancor Cabello Santana, que falleció el pasado miércoles en Afganistán a consecuencia de la explosión de una mina, recibió el bautismo poco antes de morir."
...¡y se llamaba Cristo!

Monday, June 15, 2009

I misteri della vita

Sembra incredibile constatare ogni giorno che alcuni posti che richiedono conoscenze e preparazione, in genere risultano occupati da chi non ha nè la preparazione nè le conoscenze necessarie.
Ma il fatto ancora più incredibile è constatare como la loro vita professionale trascorra immune da un fiasco al successivo, e a nessuno venga in mente 'spostarli' dalle loro funzioni e assumere persone preparate. Ma sono tutti cugini di Zapatero o di Berlusconi? Boh...

Sunday, June 7, 2009

E tre!


Perchè, nelle didascalie delle due foto, nel País di oggi, quelle sopra si definiscono mujeres e quelle in basso chicas? Única risposta possibile: condizione necessaria e sufficiente per una donna per essere classificata como chica è essere nuda o semi-nuda, mentre la chiamiamo mujer quando si veste. Per molti "manuali di stile" che editi il giornale spagnolo, mi sembra che quello che gli manca sia il buon senso e la buona educazione...

Saturday, June 6, 2009

Ibidem

Tornando al Berlusca e ai suoi ospiti arrapati: perchè questo fesso adduce motivazioni assolutamente fuori dal contesto, del tipo che "le foto sono innocenti"? Che siano innocenti o no, non è il nocciolo del problema: non ce ne frega niente, e ciascuno a casa sua fa quello che vuole ed è nel suo diritto difendere la sua privacy chiedendo il sequestro delle foto. Fin qui ha ragione lui (ma siccome non lo sa, non lo dice).
Non siamo i suoi confessori o i suoi consiglieri spirituali: se in casa sua fa delle orge, beato lui, e peccato non essere invitati anche noi! Quelle foto possono provocare invidia, ma non sono una ragione di scandalo. Lo scandalo è che tutti i suoi lacchè, cominciando da Apicella per finire con la squinzia più sfigata, viaggino a spese dei contribuenti per partecipare alle festicciole del Berlusca.
Il fatto che il più ricco degli italiani faccia viaggiare a spese dello Stato i suoi ospiti, quando potrebbe perfettamente permettersi di pagare di tasca sua, dimostra l'assoluta coincidenza, nella sua testolina, del pubblico col privatio. In altre parole, considera lo Stato semplicemente come un'altra delle sue tante aziende.

Friday, June 5, 2009

La caccia al ritocco

L'ex primo ministro Mirek Topolanek ammette che la foto è sua, ma dice, in una dichiarazione al giornale locale Aktuálnez, che la foto è stata ritoccata.
Sarebbe interessante sapere QUAL'È IL PARTICOLARE che secondo lui è stato ritoccato nella foto... Che sia quella cosina che gli sporge sotto la pancia? Se si tratta di quello, secondo lui glie l'hanno accorciato o allungato? :-D

Qui sopra, una foto di Mirek cuando non è a villa Certosa: poverino, sembra più triste! Forse anche perchè, questa volta, la protuberanza è un dito...

Wednesday, June 3, 2009

Whom would you walk a mile for?

Uno slogan molto conosciuto lo diceva chiaro e tondo. Sostituendo una Camel per un amic@, spesso mi chiedo per chi camminerei 1,609344 kilometri. Insomma, l'unità di misura delle amicizie possono essere i metri. Pensandoci bene, io ne scopro sempre di più per cui I would't walk a mile. E probabilmente neppure cinquanta metri.

Monday, February 23, 2009

Viva la prevedibilità!


Ancora una volta, l'Accademia di Hollywood non riesce a sorprendere nessuno: forse solo a me, premiando la Pepona nacional come miglior Supporting Actress. Mi spiace non solo perchè non è una buona attrice -basta con vedere lo spot in spagnolo de l'Oreal- ma soprattutto perchè alimenta lo sciovinismo nazionale. Adesso crederanno che la Spagna è una fucina di attori: l'anno scorso il premio all'inintelligibile Javier Bardem, quest'anno alla ñoñísima Pe... Mi fa male come mi ha fatto male l'Oscar© a "La vita è bella", che ha fatto credere a un buon pugno di italiani che l'Italia ha ancora qualcosa da dire, filmicamente parlando.
I premi a Slumdog Millionaire hanno altre radici e giustificazioni: in un momento di crisi, il capitalismo deve promuovere film che possano far credere nel mito del safe made man. Speriamo che ci sia una sequela del film che racconti come il Slumdog Millionaire finisce in prigione, come è successo a Bernard Madoff :-)

Friday, February 20, 2009

Le grandi scoperte

Dal giornale di oggi ("el País"):
"Hallazgos neurocientíficos recientes explican por qué el ser humano busca refugio en las religiones"
E sui giornali di qualche settimana fa fioccavano le notizie, annunciate come vere e proprie bombe scientifiche, su una "grande scoperta": l'effetto dell'ossitocina e della vasopressina sui comportamenti umani di relazione tra i sessi.
Han passato secoli da che K. Marx definiva la religione come "l'oppio dei popoli", e più di 50 anni da quando i materialisti e cinici del '68 predicavamo che l'amore e la fedeltà sono questioni di chimica.
Adesso che argomenti stantii e ammuffiti ci vengono venduti come grandi scoperte, c'è da chiedersi se pensano davvero che la memoria umana sia così corta.

Tuesday, February 17, 2009

C'è sempre di peggio

Per quelli che pensano che "non ci può essere di peggio" o che "abbiamo toccato fondo" ecco un bell'esempio. La prima fotografia è di un bel cartello riassuntivo dei divieti davanti al Duomo di Siena, ma se si osserva bene, c'è una lacuna: nessun riferimento a attività erotiche-sessuali. Cioè, in chiesa ci si potrebbe baciare.

La lacuna l'hanno colmata le autorità ferrioviarie della stazione di Warrington (sulla linea Liverpool-Manchester). Lì è proibito baciarsi :-)