Wednesday, December 7, 2011

Liberté, égalité, fraternité


Lo slogan del titolo, della Rivoluzione Francese (nell'immagine, Robespierre). Rigore, crescimento e uguaglianza è lo slogan del nostro uomo di Goldman Sachs (Mario Monti). Alla luce di quello che stiamo vedendo, suppongo che poche persone continueranno a credere nelle buone intenzioni del capo del governo golpista italiano o, per lo meno, nella sua speciale accezione del termine "uguaglianza". Non ho molta voglia di parlare con gli italiani residenti, per paura di trovarli ancora sotto l'effetto ipnotizzante della scomparza forzosa dell'imbonitore padano che risponde al nome di Silvio Berlusconi. Ma le misure del "governo" Monti dovrebbero bastare a far vedere il lupo sotto la pelle dell'agnello. Pelle che, per di più, io personalmente non ho mai intravisto. L'ambizioso piano di "far risparmiare agli italiani" 30 miliardi, non tocca neppure di striscio la Chiesa che, se dovesse pagare le tasse sugli immobili come tutti gli altri, potrebbe contribuire al "risparmio" con ben 2 miliardi e mezzo. Chi l'ha voluto? Ovviamente il Vaticano, probabilmente con la mediazione di tre ministri "unti" del sedicente governo: Lorenzo Ornaghi, Andrea Riccardi y Renato Balducci, tre lacché del Vaticano.


Un capitolo a parte lo merita la ministro frignona: Elsa Fornero, piangendo come una vite tagliata quando annunciava il congelamento delle pensioni e la posticipazione dell'età della pensione. O le misure la toccano molto da vicino (ma ne dubito), o la sua grande interpretazione è da tenersi in conto, anche a livello internazionale, per future performances. Il pianto del ministro fa quasi sentire simpatia per le misure antisociali della politica economica made in USA (con l'appoggio sempre più tremante del tandem Merkozy), e fa credere ai poveri –quelli colpiti dalle restrizioni– che i ricchi (e i politici) non piangono solo quando tagliano le cipolle. Ben fatto, ministro! Un tocco da reality show nel disastroso panorama politico che ci aspetta.

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