Sunday, November 13, 2011

Quo usque tandem abutere, Goldman Sachs, patientia nostra?


Fino a che punto dobbiamo –o devono gli italiani, visto che io non devo più condividere molto col Bel Paese– sopportare i ricatti, la violenza e le minacce ormai all'ordine del giorno perché possiamo imparare a comportarci? Certo, l'imposizione del Capitale di accettare un governo tecnico di salvazione (esempi anteriori: Pinochet in Cile, Mussolini in Italia, Franco in Spagna, ...) per sopravvivere in Europa ci ha permesso liberarci di uno dei personaggi più loschi della storia d'Italia, al cui confronto quasi impallidiscono illustri predecessori come il golpista e mafioso Giulio Andreotti, il corrotto e corruttore per eccellenza Bettino Craxi e l'istigatore omicida Fernando Tambroni (per capirci, quello a cui sembrava bene che il suo ministro dell'interno ordinasse alla polizia di sparare sugli operai in sciopero, fossero a Genova o a Reggio Emilia). Anche se è difficile misurare il male, probabilmente Berlusconi ha fatto all'Italia più male di altri, ma il fine non giustifica i mezzi. E se il prezzo che dobbiamo pagare per scuoterci di dosso i pidocchi è quello di accettare supinamente i ricatti del Capitale, in questa versione incarnato da Goldman Sachs, e lasciarci imporre un governo técnico, io non credo chje il gioco valga la candela. E qui lo ripeto. E non sono l'unico: anche all'estero alcuni la pensano così.

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